TRAVOLTE DA UN INSOLITO DESTINO… – Vita da fan –

E’ quello che mi viene da dire, ripensando, a quando mi sono affacciata sul mondo seriale della tv. Un mondo variegato e pieno di vita, di cui non avevo conoscenza, in cui si abbracciano persone di tutto il mondo e dove non conta il colore della pelle o il proprio credo ma solo la passione per questo o quell’altro show.

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Non sono una fan dell’ultima generazione e non ricordo bene come tutto sia iniziato, so solo che girovagavo, un po’ annoiata, facendo zapping, nella tediosità della tv italiana, quando all’improvviso il sorriso di uno splendido vampiro ha illuminato lo schermo, ed è stato amore a prima vista. Era il lontano 2008 e la serie si chiamava Moonlight, un prodotto molto ben fatto, purtroppo non apprezzato e cancellato alla prima stagione, un affronto di cui ne porto ancora i segni.

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Ho imparato, con l’esperienza, che le serie tv sono subdole, asintomatiche, si affacciano timide, sulla soglia di casa nostra, entrano in punta di piedi nella nostra vita, ci tentano con i loro beniamini che diventano piano piano i nostri amici, confidenti, padri, mariti, fidanzati, fino a trasformarci, nostro malgrado, in loro voyeuriste, nel senso più buono del termine, pronte a spiare ogni loro mossa, a soppesare ogni loro sguardo o ogni loro parola!

Ma la vita di una fan non è sempre rosa e fiori, è anche fatta di ansie, che nel nostro quotidiano sono la ciliegina sulla torta, ci stressiamo per quello che vorremmo e non succede mai, ci agitiamo per coppie che desidereremmo insieme da subito, ma che ci mettono otto stagioni per capirlo, trepidiamo per situazioni, anche inverosimili che facciamo subito nostre anziché razionalizzarle, ci angosciamo per la fine di un episodio aspettando, contando le ore, quello successivo, per non parlare del dolore che proviamo quando un personaggio a noi caro, si defila dallo show, magari morendo, costringendoci così ad intraprendere un difficile percorso di separazione con una elaborazione del lutto tutt’altro che semplice, convincendomi sempre di più che nel corso di studi per diventare sceneggiatori, una parte importante la contempli il sadismo, in quanto gli autori, più ci fanno soffrire e più ne gioiscono. Infine abbiamo lei, l’ansia delle ansie, l’unica e inequivocabile, quella con l’A maiuscola, ovvero l’ansia da cancellazione, perché se becchi uno show che non raggiunge, con gli ascolti, il livello di salvezza, noi povere fan, ci troviamo ad avere sul capo la famosa spada di Damocle e cominciamo a stare sempre con il naso all’insù per vedere quanto possa essere solido il filo che la sostiene.

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Oggi, comunque, essere fan è molto più semplice, abbiamo tutto il mondo a portata di click, e possiamo interagire con tutti i fandom come meglio ci aggrada, utilizzando i social riusciamo a supportare i nostri shows favoriti anche se si trovano in difficoltà, partecipando, pur in orari assurdi, a tutte le iniziative che vengono lanciate. Non so dirvi perché una serie piaccia più di altre, a parte i gusti, forse dipende anche dal nostro background culturale ed emotivo oltre all’impatto iniziale che la stessa possa avere, a volte basta un niente per essere catturati, un gesto, uno sguardo, un bacio, anche se ritengo, che una buona promozione possa giocare a favore di uno show piuttosto che un altro. Quante volte assistiamo, addirittura nello stesso network, a shows sponsorizzati al meglio, con conventions, spot ai protagonisti e quant’altro, ottenendo quindi più ascolti e nuovamente più promozione e a shows che invece sono dimenticati nel cassetto e che vanno avanti con la sola forza del loro fandom procurando allo stesso, ovviamente per invidia, enormi travasi di bile da un fegato sempre più grosso e tante domande, sul perché di tanta differenza, alle quali mai nessuno risponde.

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Appurato che ci sono shows e fan di serie A e di serie B, posso confermarvi che esiste anche un’altra categoria di fan quelli sfigati, di cui faccio parte, in quanto una delle mie coppie preferite sullo schermo, con mia grande frustrazione, anziché vivere il loro status di attori, consegnandosi “virtualmente” al loro pubblico, come succede ai più che hanno fatto di fb e twitter la loro seconda casa, rifuggono i social come fossero il diavolo, facendo si che la loro latitanza non abbia nulla da invidiare a quella dei peggiori criminali, e questo mi fa chiedere continuamente in quale modo i loro addetti stampa si guadagnino da vivere. Con ciò, lungi da me, far passare un messaggio errato perché le scelte individuali vanno sempre apprezzate, rispettate e accettate, senza dimenticare che la televisione è anche una grossa manipolatrice quindi stiamo attente a non confondere la finzione con la realtà, a considerare i personaggi televisivi come reali, perchè non è così, e a chi ancora avesse dei dubbi in merito o volesse comunque farsi travolgere da un insolito destino, consiglio vivamente di guardarsi The Truman Show, una grande “realtà” che ci insegna a non perdersi nella finzione.

Una fan a tutto tondo o forse a metà, lascio ai posteri l’ardua sentenza!!

Angela

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