Beauty and the Beast: Recensione episodio 108 – Trapped (In trappola)

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“Non sei stata tu, non sei tu a causarlo.

Non essere dispiaciuta.

Non dobbiamo più stare lontani.”

Con queste parole, semplicemente, Vincent liquida il fatto che ad iniettargli il DNA transpecie, portando avanti per il governo il progetto Muirfield che lo ha trasformato in ciò che è, sia stata proprio Vanessa, la madre di Catherine.

La vita di Catherine è stravolta dallo sgomento, dalla delusione, dalla rabbia e dal senso di colpa perfino…

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Sua madre, il suo riferimento, il suo idolo, la persona che più la capiva, la persona da cui più le sembrava di aver imparato, sua madre è stata l’artefice dell’abominio che ha trasformato la vita di tanti ragazzi facendo scempio della loro umanità e condannandoli a morte.

Sua madre è stata l’artefice del gesto che ha distrutto la vita di Vincent, trasformandolo in una bestia.

Non può accettarlo Catherine, non ci riesce, va contro i suoi principi.

Va contro ciò che sente di essere, ciò per cui esce di casa al mattino, va contro ciò in cui ha sempre creduto, ciò che ha sempre creduto… che la madre, quella donna, meravigliosa come madre, come medico operasse come ci si aspetta che un medico meraviglioso operi, per il bene degli altri.

Le persone che la amano sanno quanto sarà difficile per lei fare i conti con questa realtà, con la verità.

“Cat non vorrà sapere che la mamma trasformava dei soldati in mostri”

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Dice Vincent a JT  al risveglio dal primo doloroso viaggio nel passato.

“Ero spaventato Cat. Temevo che la madre che hai amato non sarebbe stata la stessa trovata in queste scatole”.

Le dice il padre, giustificandosi per averle taciuto la verità sul lavoro di Vanessa.

E Catherine reagisce come si aspettano, come avevano previsto, non ce la fa a perdonarla.

Glielo dice singhiozzando sulla lapide.

Le dice che la ama, certo, dopo averle tuttavia detto come possa solo pensare che lei credesse di agire per il meglio.

Vorrebbe seppellire tutto, vorrebbe dimenticare, ma non può.

Sente di dover almeno tentare di sistemare le cose, di riparare al danno causato da Vanessa.

“Lo faremo, lo sai?!…. Sistemare le cose” la rassicura Vincent, affatto amareggiato nei confronti della dottoressa.

Sono trascorsi dieci anni dalle iniezioni, dalla trasformazione, dalla distruzione della sua vita come la aveva conosciuta.

Ha avuto giorni, notti, mesi, stagioni, un tempo infinito per odiare chiunque fosse stato parte e causa di quello che gli era successo.

Era quasi impazzito, logorato dall’impotenza e dal desiderio di vendetta.

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Poi quella ragazza, che lui osava solo guardare da lontano, aveva salito le scale del magazzino, da sola, cercando risposte.

Aveva trovato lui. E gli aveva restituito la vita.

Vincent è così felice di avere Catherine nella sua vita.

E’ così felice nel vedere la fiducia nei suoi occhi, di sentire l’emozione nella sua voce, che non può permettere alla rabbia ed al dolore di trovare ancora posto in lui.

E’ il suo antidoto Catherine, certo non la causa dei blackout.

Gli è bastato capire finalmente che anche lei ci tiene a lui, che non vuole vivere senza averlo nella sua vita, per spazzare via d’un colpo tanta parte di ciò che, doloroso, gli veniva dalla sua condizione.

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Si riprende dal viaggio sotto narcosi che gli ha riportato alla mente particolari determinanti del coinvolgimento di Vanessa nel progetto che lo ha trasformato, e l’unica cosa che riesce a pensare è esser felice perché non deve più stare lontano da Catherine.

L’unica cosa che abbia senso è rassicurarla. Come sempre, una volta di più.

Questo episodio, mirabilmente scritto da Emily Silver, parla della capacità di provare ancora fiducia dopo che la fiducia è stata distrutta.

Parla della capacità di guardare avanti lasciandosi alle spalle il dolore del passato, della capacità di non soffrire più per quel dolore anche quando brucia da impazzire perché a ferirci è stato chi più amavamo.

Catherine ha scelto di fidarsi di Vincent, ha chiuso gli occhi e si è buttata senza pensarci, tutto ciò che dovrebbe atterrirla, non la impensierisce nemmeno, tutt’altro.

“Ho bisogno di te. Non posso farcela senza di te…

…Io sono qui, resta qui… con me”

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Lo implora quando lo sorprende preda dell’ennesimo black out, pronto a fare polpette del suo amico JT.

Non indietreggia questa ragazza meravigliosa, tutt’altro.

Gli si avvicina, lo cerca, cerca il contatto.

Il contatto con il mostro.

Ma il mostro non c’è più…

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L’amore dei suoi occhi, il calore della sua mano, cancellano il mostro a pennellate sicure.

Resta il ragazzo.

Resta l’uomo dal cuore d’oro.

Quello che preferisce morire iniettandosi un siero sperimentale piuttosto che rischiare di ferire ancora coloro che ama.

Quello pronto ad aiutare la figlia del suo carnefice a sistemare i casini di cui lui stesso è vittima.

Tutto sempre con il medesimo amore negli occhi, con il calore che salva lei dall’odiare sua madre, aiutandola a guardare avanti… perché lui lo farà con lei.

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Quando più avanti nella storia di questi due ragazzi si parlerà del fatto che erano “destinati” a trovarsi ed amarsi, ecco… io ho sempre pensato che non servissero astrusi legami del passato…

Questi ragazzi sono “destinati” dalla prima volta che si sono visti, nel bosco, nove anni prima.

Si sono guardati negli occhi nell’oscurità, ed hanno trovato il proprio futuro l’uno nello sguardo dell’altra.

Anche se lui era un mostro.

Anche se lei era la figlia di colei che il mostro lo aveva creato.

Ecco perché di fronte al dolore di Catherine per la consapevolezza degli errori della madre, Vincent le risponde con parole che dicono sì del suo passato, ma dicono molto di più del suo futuro, del loro futuro, della certezza di averne uno in comune.

E’ rammaricato, certo, della propria condizione.

“ Non c’è siero per quello” le ha appena ricordato mestamente.

Ma di fronte all’incapacità di Catherine di evitare i sensi di colpa per le azioni di Vanessa, non ha esitazione, nel confessarle vibrante che se avesse potuto scegliere, avrebbe compiuto lui stesso quella scelta… se avesse significato la possibilità di essere nella sua vita.

Destinati.

Appunto.

Dall’amore.

Per amore.

Per sempre.

Federica

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