Beauty and the Beast: Recensione Episodio 112 – Cold Turkey (Un taglio netto)

Che episodio controverso!

Rivederlo oggi, come ogni volta, mi ha suscitato tante di quelle emozioni…
Oggi poi, sapendo che tutto questo sta per finire, sapendo che questa fiaba meravigliosa avrà una conclusione, tutto sembra più intenso, i dettagli ingigantiti e dilatati, una lucidità nuova nel cogliere ogni parola, ogni risvolto, ogni battito di ciglia.

Quando ho scritto, commentando il precedente episodio che Alex è totalmente priva di senso della realtà, ecco, già pensavo quanto tutti i suoi i momenti in questo episodio siano l’apoteosi della definizione dell’essere illusi e sprovveduti.

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Insegue un’utopia Alex.
Aveva un sogno. Glielo avevano strappato ma lei non si era rassegnata.
Ora ha di fronte a sé, davanti ai propri occhi, la prova che ciò che desiderava è andato, perduto per sempre, e non è pronta ad accettarlo.
Non ancora.

E allora come tutti coloro che sanno dentro di sé di aver perso la guerra, ma rifiutano di prenderne consapevolezza e combattono un’ultima strenua battaglia, dettata dalla disperazione piuttosto che dalla speranza, Alex stringe i tempi con Vincent, traccia i progetti, definisce i tempi, segna lo spazio dell’angolo dal quale lui, prigioniero, dovrà prendere una decisione, nei sogni di lei univoca ed immancabilmente scontata.

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Ma nemmeno lo chalet sperduto tra i boschi serve ad allontanarlo dai suoi pensieri.
Lo conosce, e ne percepisce la distrazione, l’indecisione, la lontananza.
Perfino lì, su quel divano piccolo piccolo, in quel che è poco più di un monolocale, Vincent non è con lei. E’ lontano chilometri, anni luce.

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E lei ha un bell’ illudersi che sia perché il suo ragazzo è rimasto in un paese lontano, in mezzo alla guerra, ferito e devastato.
E che lei lo salverà, prendendosene cura con tutto l’amore che ha riposto in dieci lunghi anni, riaccendendo in lui il sogno di un futuro felice.

Troppo tardi.
Vincent è tornato dalla guerra, ferito e devastato, è tornato con il cuore attanagliato dal buio dello sconforto, dalla consapevolezza di essere incurabile, di non essere più vivo.

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Ma è troppo tardi per salvarlo.
Nove anni prima, in un altro bosco, forse non lontano da lì, una ragazza ha guardato l’orrore ed ha visto dolcezza.
E lui, che cercava una cura, ha trovato speranza.

E’ altrove Vincent, molto lontano da quello chalet, ed il cuore di Alex, con l’intuito e la consapevolezza che solo il cuore di una donna sa avere nei momenti decisivi, lo capisce.

Ed inizia a capire che quel che Vincent non riesce a dirle, ciò che lo fa sospirare, esitare, tribolare quasi fosse un condannato sulla via del patibolo, è qualcosa che ha cambiato non solo lui, nella sua essenza e nel suo modo di essere, ma anche, irrimediabilmente i suoi desideri, i suoi sogni.

E’ attanagliata dalla paura di vederlo fuggire di nuovo, e quando Catherine bussa alla sua porta, non vale nulla di quello che dica a distrarla dalla verità fulminante che Vincent non può fuggire via da lei, perché non è mai tornato.

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Dieci anni sono trascorsi da quando tristemente le avevano dato notizia della sua morte.
Dieci anni in cui lui ha vissuto la sua vita nell’ombra.
Non una volta l’ha cercata.
Adesso lo sa, adesso lo ha capito.

Vincent non può fuggire con lei, in Nigeria o in Messico che sia.
E’ già fuggito, sognando di realizzare i suoi sogni, nel silenzio di una scala anti incendio.
Non può iniziare una nuova vita con lei.
Ne ha già una che non vuole lasciare.

“Sto cercando di fare la cosa giusta” le dice.

Ed ora lei, di fronte a Catherine, di fronte alla consapevolezza di tutto quello contro cui lei non potrà mai lottare, perché ha già perso, si sente arrabbiata, delusa, tradita.

Un attimo dopo, nella radura, si sentirà allibita, atterrita, terrorizzata.
E tagliata fuori dai giochi. Per sempre.

Perché quello che è accaduto a Vincent è troppo.
E’ troppo perfino per il suo amore, pronto a vivere del ricordo di se stesso piuttosto che affrontare la realtà.

Quello che accade nella radura, prima e dopo lo scontro contro gli uomini della Muirfield, è un esempio meraviglioso di come molto spesso i veri sentimenti delle persone emergano con i comportamenti, con i gesti più semplici, in palese contraddizione con ciò che le stesse persone esprimono a parole.

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Cat, che voleva disintossicarsi, non fa che lottare contro se stessa per salvare Vincent, dal principio alla fine… nell’appartamento di Alex, nel colloquio con JT, nel bosco, di fronte ad Alex stessa.
Non può fare a meno di prendere le difese di Vincent, sempre, anche quando significa probabilmente soffrire.
Anzi, più razionalmente cerca di tutelare se stessa, di chiudersi al dolore per la paura di perderlo, più si espone generosamente per difenderlo comunque, per saperlo al sicuro.

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La lotta contro gli uomini della Muirfield nella radura, ha in se qualcosa di magico, e meraviglioso.
Nella concitazione dello scontro fisico Vincent e Catherine si muovono all’unisono, si salvano a vicenda, una coppia coesa contro le minacce ed i pericoli che arrivano dall’esterno, dal passato come dal presente, e probabilmente, dal futuro.

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Mi è sempre piaciuta la serenità e la fiducia con cui Catherine guarda Vincent appena terminato lo scontro, contrapposta all’orrore dello sguardo di Alex mentre solo qualche istante più tardi gli punta contro un’arma.

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Se nei i progetti di fuga con Alex Vincent cercava una soluzione possibile all’avere ancora una vita lasciando Catherine libera di viverne una migliore, e nello chalet, lontano da tutto, risposte ai suoi dubbi, è invece nell’ennesima lotta contro i malvagi, in quella che sembra quasi una ineluttabile routine, che la sua indecisione fuga d’un colpo ogni incertezza.

“Mi rimangio quello che ho detto poco fa, sono contento di averti qui” dice a Cat nella radura, al termine dello scontro, cogliendo la verità di ciò che gli era sembrato troppo improbabile per essere reale.

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I riferimenti che Catherine fa con frequente naturalezza alla sua condizione, non sono un rifiuto, non sono una fuga.
Lei non è scappata. Mai.
Ma nemmeno si rifugia nell’irrealtà.
Non lo ha mai fatto e non lo farà mai, perché non ne ha bisogno.

Sa perfettamente dove vuole essere, e chi vuole al suo fianco.
Da quando si è risvegliata in quel letto di ospedale con la paura di averlo ferito ed allontanato forse per sempre, sa bene per cosa lottare.

E’ con queste cose in mente infatti che gli dice spavalda che lei non può e non sarà mai la sua seconda scelta.
Non nega il suo amore, tutt’altro. Dice chiaro e tondo che i suoi sentimenti per lui sono così forti che è davvero difficile discostarsene, difficile disintossicarsi.

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C’è paura negli occhi di Vincent a sentirglielo dire. C’è la paura che il desiderio di farle vivere una vita normale, felice, lontana dai mostri e dai cattivi – quanto mi piace l’intensità disperata con cui le dice che sarebbe rimasto con Alex “NOT HAPPILY” – sia stato frainteso, sia stato preso per non amore.

La ringrazia di averlo salvato portando il via il suo passato da casa di Alex.
Spera che senta e che comprenda che era il solo il suo passato quello rimasto vicino all’altra.

Lui è lì, a dirle che non vuole che lei vada oltre.
E’ lì a dirle che farà tutto quello che deve per far funzionare la loro storia, perché loro due sono l’unica storia.

Ma non basta, c’è ancora dolore negli occhi di lei, c’è ancora tanta paura di soffrire e tanta voglia di non soffrire più.
E lui può tutto, ma non accettare che lei soffra.
Era pronto a consegnarsi alla Muirfield quando pensava che lei avesse paura di lui.
Era pronto ad una vita senza di lei ora che aveva pensato che non fosse pronta ad amarlo per quello che era o che avrebbe potuto diventare.

Ma ora lo vede, lo ha già visto nei suoi occhi nella radura, ed anche il dolore gli parla d’amore.
Lo ha confessato a JT: è stato un idiota a pensare che la soluzione fosse fare a meno di lei, perché lei non vuole fare a meno di lui.

E allora deve rassicurarla.
E’ ora che lei sappia cosa è per lui, nella sua vita, da quando è con lui, unica nella sua vita.
Deve dirglielo, che non può essere la sua seconda scelta, perché lui non ha mai avuto la possibilità di scegliere.
Lei deve sapere.
Deve credere e fidarsi dell’immensità di un amore che è stato con lei, solo con lei, sempre al suo fianco, senza mai voltare lo sguardo, senza mai cercare nessun altra, perché il resto del mondo ha smesso di esistere da quando c’è lei nella sua vita.

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“Hey, I’m not going anywhere, ok?!”

Federica

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